Ciao Giorgio

” Ho cominciato a notare il nome di Giorgio Paoli quando gareggiavo in M50. Io ero uno di quelli che puntava a non arrivare ultimo. Lui puntava al podio.

Un atleta di riferimento, inarrivabile, un mistero per come riusciva ad andare veloce dove io arrancavo con fatica. Ovviamente sempre in pantaloncini corti, anche in un mare di ortiche.
Faceva parte dei forti, ai quali avevo un timore quasi reverenziale a chiedere qualche consiglio, io che facevo parte dei lenti che quasi mai trovavano il punto senza sbagliare qualcosa.
Ho ben presente un giorno, in un piccolo paesetto trentino: Caoria, campionati regionali. Grazie a diverse assenze, riesco ad arrivare 3°, dietro a Giorgio, ovviamente vincitore. L’esser sul podio con lui mi deve esser sembrato una sorta di lasciapassare, per cui gli chiedo della gara e di come si allena.
Scopro sin da subito la sua disponibilità. Anzi è lui che mi fa i complimenti per le ultime gare. Quello che era un campione e che pensavo non avesse tempo per chi il distacco lo contava in decine di minuti, si è dimostrato una persona squisita, gentile, disponibile, umile.
Da quel giorno abbiamo preso l’abitudine di chiacchierare, non solo di orienteering. Così è nata la nostra amicizia.
Nella mia mente ci sono tanti ricordi di belle riflessioni prima e dopo le gare, a volte leggere, a volte profonde e ricche, in particolare parlando di come coinvolgere i giovani.
Nel frattempo a forza di sbagliare anche io sono migliorato e per me era sempre un motivo di grande orgoglio ricevere i complimenti da Giorgio. Nei momenti di riscaldamento pre-gara non mancava mai di spronarmi, convinto che sarebbe stato il mio turno per vincere. E quelle pochissime volte che è successo, è sempre stato il primo a cercarmi per complimentarsi con grande sincerità e felicità anche se era arrivato dietro di me.
Negli ultimi anni l’amicizia e la stima si sono consolidate, per cui alle gare era sempre una delle prime persone che cercavo per sapere come stava. Spesso gli chiedevo consigli ed opinioni relative al mondo della scuola ed allora gli si illuminavano gli occhi e mi raccontava di iniziative e idee per coinvolgere i giovani. Senza sottolineare troppo, quasi a schernirsi per le innumerevoli cose che sapeva fare.
Giorgio, una persona straordinaria, sempre sorridente, mai a cercare scuse per qualche acciacco, sempre pronto a ringraziare per i complimenti e a ringraziarti se per qualche breve tratto ti aveva seguito in gara.
Uno dei doni più belli del partecipare alle gare di orienteering è stato, per me, diventare amico di Giorgio.
Una grande persona ed il miglior “avversario” che uno possa sperare: umile, rispettoso, disponibile, fortissimo.
Ciao Giorgio “
-Francesco

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